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 Il Campionato Europeo è un affare di famiglia

Padre contro figlio per il trono. Non è una serie televisiva di quelle che vanno per la maggiore, ma il finale di stagione del Savio, cioè il campionato Europeo di trotto numero 88. Con una “bella” di mezzanotte vinta da Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata che porta Cokstile a conquistare l’Europeo battendo nel testa a testa di mezzanotte e 20 il figlio Carmine su Usain Toll. Anni 48 il vincitore, 25 il figlio. Il vero vincitore è la Scuderia Santese, che ha portato a casa praticamente tutti i 187mila euro di Montepremi. Nel primo heat Carmine Piscuoglio sfrutta in modo meraviglioso il dono ricevuto dalla sorte: il numero 1. Usain Toll alla corda prende la testa, fa il ritmo che gli è più congeniale e sfrutta l’errore di Vernissage Grif e di Alessandro Gocciadoro per andare a vincere, resistendo alla rimonta del padre Vincenzo, che porta Cokstile alla seconda moneta. Cokstile e Vincenzo Piscuoglio si rifanno nella seconda batteria. Diamanten scatta in testa come da previsione, ma Cokstile si mette in seconda ruota, obbligando Gocciadoro a girare in terza con Vernissage Grif, che al primo passaggio sotto la tribuna abdica. Diamanten conserva la testa fino all’ultima curva, poi deve arrendersi allo strapotere di Vincenzo, che si regala un sogno: il duello di mezzanotte con il figlio. Come si era augurato giovedì alla presentazione dell’evento. E come nel sogno è lui a vincere: il figlio Carmine avrà tempo per rifarsi. (fonte: corriereromagna - foto: Ravenna - immagini Equtv)

 

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Il Superfrustino 2022 è di Tommaso Gambino

Il Superfrustino 2022 è di Tommaso Gambino - Mediahorsesrace

Chiamatelo come volete: Superfrustino e Tomaso Grassi Award, ma la quintessenza del trotto italiano e del master in guida ai trottatori è di casa all’ippodromo del Savio e ieri sera ha dato il meglio di se. E non solo nel corso delle sei prove nelle quali i dieci finalisti si sono dati battaglia con cavalli avuti per sorteggio, cinque di queste, e con un cavallo di scuderia l’ultima che valeva anche quale clou di serata. E lo spettacolo non è certo mancato, dall’inizio di serata fino al race off disputato ben oltre la mezzanotte. Alla resa dei conti sono arrivati Manuel Pistone, vincitore di ben tre prove sulle sei di qualifica, Tommaso Gambino, che di prove ne ha vinta una ma è giunto due volte secondo, e Alessandro Gocciadoro, che si è aggiudicato la sesta prova nonché clou della serata. E poi come detto lo spettacolare Race off, di cui stiamo seguendo le immagini. Pistone ha scelto come compagno di avventura Zico, Gambino Vasterbo Sky Higt e Alessandro Gocciadoro si è ritrovato, quale terzo classificato, con Zamora Font. E a mezzanotte inoltrata è arrivato l’exploit Di Tommaso Gambino che ha resistito agli attacchi di Zico, nel primo giro, e di Zamora Font nella parte finale della contesa e fin sul palo. Così a soli 27 anni il siciliano può da ora fregiarsi dell’ambito titolo. (fonte:TR24)

 

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il palermitano porzio è campione italiano guidatori

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Il 42° campionato italiano guidatori Trotto va a Palermo. La notte dei driver si è conclusa con l’incoronazione di Giuseppe Porzio Jr, il rappresentante del rinascimento del trotto in Trinacria, giovane cresciuto a pane e cavalli. Nella classifica finale 1° Giuseppe Porzio Jr, 2° Antonio Di Nardo, 3° Enrico Bellei, 4° René Legati, 5° Lorenzo Baldi, 6° Alessandro Gocciadoro, 7° Mario minopoli Jr, 8° Federico Esposito, 9° Roberto Vecchione e 10° Vincenzo Piscuoglio dell’Annunziata. Alessandro Gocciadoro il campione uscente non ha fatto il tris ma ha incassato il Gran Premio Marche Elio Mattii e il Gran Premio Basilio Mattii, le due corse gruppo 3. Lorenzo Baldi ha vinto la prima prova della Finale del Cigt in sulky a Azkaban Font, Enrico Bellei vince con la favorita Dada del Ronco il Premio Napoleon Bar, una corsa per femmine di qualità e la quarta prova della finale del CIGT (Premio Ideale Luis) con Albereta Cla, Antonio Di Nardo incassa il Premio Ganymede (la terza prova della Finale del CIGT) con Ultimatum Indal. Grandi campioni, grandi driver e grande spettacolo davanti ad un pubblico incredibile quanto inaspettato. Un’aria di festa e di allegria fatta di glamour e passione per il cavallo, accentuate e sottolineate dalle coreografie ideate e realizzate da Chiara Perini che da qualche anno ha reso l’ippodromo San Paolo il luogo ideale di “Sguardi Vincenti”, quelli dei cavalli, quelli dei driver e gli occhi belli e divertiti del grande pubblico, proveniente in maggior parte dal centro Italia. Ma occhi puntati sull’ippodromo marchigiano, in diretta, anche in tutta Europa, in Canada e in qualche stato asiatico. "Siamo arrivati alla finale del Campionato stremati, ma ci siamo arrivati – affermano Alessia Mattii e Alessandro Mattii, CdA dell’ippodromo San Paolo – Sono stati mesi di grande lavoro e fortunatamente anche di grande soddisfazione. Un ringraziamento a tutte quelle persone che hanno lavorato a testa bassa e sotto il caldo. E’ stata una bella festa e un magnifico spettacolo. Ora si incomincerà a preparare il Palio dei Comuni 2022 per novembre. Vi aspettiamo di nuovo tutti qui". (fonte:palermotoday) 

 

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Varenne: storia di un cavallo leggendario

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Chiunque conosca un minimo di storia dell’ippica sa quanto sia difficile trovare un cavallo come Varenne, trottatore italiano che è diventato una vera e propria leggenda nella sua categoria. Nel corso della sua carriera Varenne ha ottenuto vittorie di prestigio in ogni parte del mondo, accaparrandosi un montepremi totale di oltre 6 milioni di euro e diventando quindi il trottatore più ricco e vincente della storia; un’eredità che è andata anche oltre Varenne stesso, considerando i risultati della sua prole. Vediamo quindi i passi più importanti della sua vita, durante e dopo la sua carriera di trottatore Nato il 19 maggio del 1995 nell’Allevamento di Zenzalino a Copparo, nel ferrarese, dallo stallone americano Waikiki Beach e dalla fattrice italiana Ialmaz, Varenne è un baio oscuro che deve il suo nome alla rue de Varenne di Parigi, la strada della capitale francese che ospita l’Ambasciata d’Italia in Francia. È stato anche soprannominato Il Capitano nel corso di una carriera che cominciò con una curiosa battuta d’arresto: al suo esordio nel 1998 a Bologna fu squalificato per aver rotto di galoppo e riuscì comunque ad arrivare tra i primi con un recupero straordinario dopo aver dovuto lasciar passare avanti quasi tutti gli altri cavalli in gara. Era il preludio a qualcosa di grande e infatti Varenne fu subito acquistato per ben 150 milioni di lire da Enzo Giordano, che lo affidò alle cure di un centro ippico vicino Roma dove il leggendario cavallo trovò il fantino che lo avrebbe accompagnato praticamente per tutta la carriera, Giampaolo Minnucci.  Dai tre anni in poi Varenne comincia a fare incetta di vittorie di prestigio e a far cadere avversari importanti, aggiudicandosi il Derby Italiano di trotto, il Grand Prix d’Amérique, il Gran Premio Lotteria di Agnano, l’Elitloppet, la Breeders Crown (questi ultimi quattro premi, peraltro, tutti nello stesso anno, il 2002, quando stabilì un dominio davvero assoluto e un record ancora oggi imbattuto). Inoltre, Varenne è l’unico cavallo della storia ad aver vinto il titolo di Cavallo dell’anno in tre differenti Stati, ossia Italia (2000, 2001, 2002), Francia (2001, 2002) e Stati Uniti (2001).Oggi, Varenne è arrivato alla veneranda età di 27 anni. (fonte sisal)

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