In vendita TIFLOMIA JET da PINE CHIP e LOCUSTA JET (SUPERGILL)

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Gabriele Gelormini nella finalissima di Superfrustino 2016.

 

Cesena 20 agosto 2016

La finale del Superfrustino Sisal Matchpoint, che come ogni anno ha riunito all'ippodromo di Cesena i rappresentanti del gotha delle redini lunghe, passati per quattro manche di semifinale e attesi sabato 20 agosto da Gabriele Gelormini, italo francese di gran talento e guest star dell’edizione 2016. Aperitivo gentleman prima della grande abbuffata del Superfrustino e facile assunto per Telemaco e Michele Canali, con l’inespresso allievo di Giancarlo Baldi a bagnare con la prima vittoria in carriera, la sua trasferta cesenate e precedere in 1.17.6 Thiago del Brenta e Tommy, poi round d’approccio del Trofeo e vittoria per Santo Mollo e Ungold Winner in 1.16.7 davanti ai duellanti Ubi Maior Gar e Under The Sun, portatori di punti benedetti alla classifica di Farolfi e Gubellini, poi plebiscitari favori del pronostico per Stiaccino Jet e Gelormini e vittoria sudata per il duo italo francese, leader senza grosso sforzo ma seriamente minacciati all’epilogo dal finish di Perla di Roberto e Andrea Farolfi, con Rose e Greppi al terzo posto, tutto in un normale 15.6. Un timido accenno di classifica poneva Santo Mollo in leggero vantaggio su Gelormini e Farolfi prima della terza sfida, miglio per 4 e 5 anni che Mimmo Zanca e Tacos Font risolvevano allo sprint debellando al ragguaglio di 1.15.0 le resistenze degli scatenati battistrada Turbine Lp e Farolfi, poi terzi senza grossi argomenti all’epilogo contro il ficcante sprint conclusivo di Tanaroa Degli Dei e Giuseppe Porzio, Jr e nel prosieguo, con il clima agonistico reso incandescente dal grande equilibrio di valori in campo, Farolfi in testa di misura ma occasione di rivincita che Santo Mollo coglieva prontamente inscenando con Gelormini una retta d’arrivo entusiasmante, chiusa vittoriosamente dal suo Salvador Trio contro un coraggioso Stoner, entrambi accreditati di un eccezionale 1.15.4 sulla media distanza, mentre al terzo posto giungeva il biondo Skroce D’Aghi che manteneva alte le chance in ottica finale del regolarista Andrea Farolfi. Maratona con un favorito piuttosto netto in Ombromanto Om, eccellente passista collocato a quota meno vento, che un sorteggio apparentemente benevolo aveva donato a Bellei, ma alla prova dei fatti, start troppo forte ed arrivo a fruste alzate tra Sunshine Kronos e Paco Rabanne, con quest’ultimo preminente di misura per regalare la finale oltre che la tripletta a Mollo e qualche recriminazione al giovane Porzio, mentre un coraggioso Seveso consolava solo parzialmente un spento Gubellini, solo spettatore alla settima e di fatto fuori dai giochi in ottica race off. Settima del palinsesto, sesta della kermesse, di fatto, prova decisiva per l’ammissione alla finalissima, con Suerte’s Cage e Bellei favoriti e Odinga a regalare un timido sorriso a Giorginho, al secolo Giorgio D’Alessandro Jr a secco di punti sino ad ora. Alla prova dei fatti pathos, spettacolo, pillole di classe e talento, tutti elementi racchiusi nella fuga in avanti di Real Mede Sm e Mimmo Zanca e nel tentativo disperato quanto coraggioso di rimonta da parte di Rugiada Sms e Giuseppe Porzio, e mentre i favoriti arrancavano al largo, sul palo Real Mede ritrovato campione passava vincitore in 1.13.4 su Rugiada e con Suerte’s Cage terzo. In finale dunque, Zanca, Gelormini e Mollo, il quale ingaggiato da Lorenzo Baldi per guidare Unabomber Cup, si ascrive anche la ottava, fuori concorso, ma che gli consente di inanellare la quarta perla della sua notte cesenate. Giunti al redde rationem, il driver calabrese in attività a Vinovo sceglie senza dubitare Rolex Winner, Zanca, tra Samurai Be e Potter Jet propende per quest’ultimo, e alla star italiana d’esportazione Gabriele Gelormini, tocca, obtorto collo, il Samurai di scuola Pollini, che Gaby, come viene chiamato in Francia, guida in maniera superba credendoci sino all’epilogo e nonostante una partenza così così, rimonta palmo a palmo di due fuggitivi e vince di misura ma nettamente tra ali di pubblico plaudente.

 

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Minnucci nuovo campione italiano driver

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Giampaolo Minnucci, il driver di Varenne, si è aggiudicato il titolo di Campione Italiano Guidatori Trotto davanti agli spalti dell’ippodromo San Paolo. Il secondo titolo iridato, il primo risale al 2011, è giunto dopo un contestatissimo arrivo al Gran Premio Basilio Mattii. Il driver romano era arrivato all’ultima prova con un totale di sedici punti totalizzati con due successi, nella seconda con Principe D’Esi e nella terza con Ohara Pine Sm. Dietro di lui Antonio Di Nardo con tredici punti, René Legati anch’egli con tredici e Pietro Gubellini con undici. Nel Gran Premio Basilio Mattii decisiva è stata la partenza. Subito fuori dai giochi René Legati, in errore con la sua Pantera Del Pino, e dopo duecento metri di corsa anche Pietro Gubellini con Sharon Gar, la lotta per il titolo si restringeva a Giampaolo Minnucci in corsa con Miguel Wf e Antonio Di Nardo con Stella Di Azzurra. In arrivo dietro Pipino Baggins, finivano Stella Di Azzurra e Miguel Wf. Alla fine, dunque, Minnucci, con un totale di ventiquattro punti precedeva di un solo punto Antonio Di Nardo, mentre Enrico Bellei con i tredici punti si classificava al terzo posto. La lunga giornata di corse si chiudeva con il race off, la sfida tra il campione dei guidatori, fresco di titolo, e la vincitrice del Campionato delle Stelle Giada Settimi. Anche in questo caso a vincere era Giampaolo Minnucci che con Rosa Dei Venti aveva vita facile nei confronti della giovanissima stella, in sulky a Innocenzo Duke.

SCOMMESSE, IPPICA: DA GENNAIO A LUGLIO RACCOLTI 43 MILIONI

SCOMMESSE, IPPICA: DA GENNAIO A LUGLIO RACCOLTI 43 MILIONI - Mediahorsesrace.com

Milano in testa alla classifica con 6,1 milioni, Napoli al secondo posto con 5,9

 

Dall'inizio di gennaio a luglio di quest'anno, le scommesse ippiche a quota fissa hanno raggiunto un incasso di circa 43 milioni di euro. E' quanto emerge dai dati dei Monopoli di Stato. Milano è ancora una volta la città dove si gioca di più sui cavalli, con 6,1 milioni di euro. Al secondo posto si classifica Napoli con 5,9 milioni di euro e al terzo Roma con 5,05 milioni. Firenze segna 2,7 milioni, seguita da Caserta con 2,6 e da Palermo con 2. A Torino, invece, la raccolta è stata di 1,7 milioni e a Bologna di 1,1.

 

 

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Ippica sia trattata come uno sport

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Il presidente del Coordinamento Ippodromi chiede al Governo che l'ippica sia tratta come uno sport e non si basi solo sulle scommesse. "Gli ippodromi sono dei grandi teatri e le corse dei cavalli sono una bellissima e storica competizione sportiva, che può appassionare ed entusiasmare migliaia di persone di tutte le età, come stanno dimostrando tutti gli ippodromi, piccoli e grandi, aperti in questo periodo estivo". Il presidente del Coordinamento Ippodromi, Attilio D'Alesio, torna a puntare l'attenzione sul ruolo degli ippdromi e dell'ippica come spettacolo sportivo, anche alla luce di alcuni dati incoraggianti raccolti negli impianti durante il periodo estivo. "Le scommesse - prosegue - sono la classica 'ciliegina sulla torta', anche se in tempi ormai molto lontani l'ippica nazionale, e quindi l'Unire, il montepremi, gli ippodromi e l'intero sistema erano finanziati direttamente dai proventi delle scommesse stesse. Su questo punto è necessario che il Governo faccia una profonda riflessione, perché le scommesse ippiche non sono ovviamente più in grado di sostenere il sistema e infatti, ormai da anni, lo Stato aggiunge ai proventi delle scommesse oltre cento milioni all'anno per finanziare il settore che, addirittura, è gestito da un ministero e da decine di impiegati pubblici. Ricordo che fino al 1998 anche lo sport nazionale, e quindi il Coni, veniva finanziato tramite i proventi del Totocalcio e poi, giustamente, il Coni si staccò da quel sistema ed iniziò ad essere finanziato direttamente dallo Stato. Nessuno si sognerebbe di affermare che lo sport è un costo.

 

 

 

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